Emozioni

Riesci a gestire la tua rabbia? Ecco qui qualche semplice strategia..

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"Quel che turba gli uomini non sono le cose, bensì le opinioni che loro hanno su di esse".

 

                                                                                                               Epitteto

 

La rabbia viene spesso associata alla violenza e all'aggressività, eppure ha aspetti positivi.

 

Senza di essa è difficile fare rispettare i propri diritti, è fonte di motivazione per il cambiamento, ha effetto intimidatorio per non lasciarsi sopraffare dagli altri.

Per utilizzare questa emozione proficuamente ed in maniera costruttiva bisogna imparare a gestirla, evitando reazioni violente.

La rabbia provoca reazioni fisiche e mentali, modificando il corso dei pensieri, la rabbia tende ad autoalimentarsi.

 

Impariamo a conoscerla, a livello fisico è caratterizzata da un'espressione facciale caratteristica, dall'accelerazione del battito cardiaco, dall'aumento della frequenza respiratoria, dall'innalzamento della temperatura e dalle contrazioni muscolari...

 

A livello mentale la rabbia si presenta generalmente quando i nostri programmi sono contrastati, quando ci troviamo di fronte ad uno ostacolo, l'ingiustizia subita porta a pensare che il mondo non sia perfetto e questo di per sè può causare rabbia, determinando comportamenti specifici quali l'attacco, il litigio, oppure la difesa, può anche portare a tirarsi indietro dal proteggersi, utilizzando una modalità meno attiva, di ritiro.

 

Il modo che abbiamo di arrabbiarci dipende dall'interpretazione che diamo all'evento, ossia dal significato che gli attribuiamo e ciò si lega alle nostre credenze e ad i nostri valori. 

La collera spesso nasce dall' insicurezza individuale riattivata dalla situazione che si sta vivendo.

 

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Gestione del panico

Attacchi di panicoSTRATEGIE PER LA GESTIONE DEL PANICO:

Il panico ci chiede di prenderci cura di noi stessi e di vivere un'esistenza in armonia con la natura più profonda di ognuno di noi, in un certo senso è espressione della parte più sana e vitale sebbene...

In preda al panico, il tempo si ferma: passato, presente, futuro esistono come una singola forza schiacciante. Quindi, perversamente, vuoi che il tempo inizi a correre in avanti, perchè il futuro è l'unico posto in cui puoi immaginare una via di fuga da questo sovraccarico insopportabile di emozioni. Ma in quei momenti il tempo non si muove. E se il tempo non è in esecuzione, allora tutti gli eventi che noi pensiamo come appartenenti al passato o al futuro stanno in realtà accadendo contemporaneamente.

Sebastian Faulks, Engleby

Una delle caratteristiche più temute del panico è l'imprevedibilità.

Per riuscire a gestire il panico, si possono iniziare ad utilizzare delle strategie, quali:

1) ESSERE MINDFULL:

Essere consapevoli delle emozioni che si provano, accettandole così come sono.
Non opponendosi ad esse, ma cedendo.
Non evitando le situazioni sgradite, solo così possiamo comprendere ciò che l'emozione (il panico) sta tentando di comunicarci.
Opponendosi ad esso si rinforza e potenzia l'emozione stessa, diventando inevitabilmente poco utile e disagiante.

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Essere Grati

"Nessuno è più povero di colui che non ha gratitudine. La gratitudine è una moneta che possiamo coniare da soli, e spendere senza timore di fallimento".

Fred De Witt Van Amburgh

 

Essere Grati

 

Dall'enciclopedia Treccani, gratitudine:

é un sentimento, una disposizione d'animo, che comporta affetto verso chi ci ha fatto del bene, ricordo del beneficio ricevuto e desiderio di poterlo ricambiare. Il termine deriva dal latino "gratia".

La gratitudine è una soluzione che porta al successo, è un dono, una dote che abbiamo per utilizzarla al meglio nella nostra vita, è l'emozione che ci permette di poter apprezzare la vita così com'è. Essa inoltre ci rende capaci di esprimere riconoscenza verso ciò che è all'origine della condizione che ci rende felici.

 

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Emozioni

Emozioni

Felicità (affascinato, contento, colpito, commosso, euforico); rabbia (adirato, demoralizzato, esasperato, frustrato, nervoso); tristezza ( addolorato, afflitto, cupo, depresso, preoccupato); disgusto (amareggiato, disilluso, disincantato, esasperato, infastidito); sorpresa (allibito, attonito, disorientato, incredulo, meravigliato), paura ( agitato, ansioso, insicuro, intimidito, scioccato).

Siamo abituati a considerare le emozioni come positive o negative, mentre le emozioni sono piacevoli o spiacevoli. Dobbiamo escludere da esse un'accezione di giudizio, sebbene alcune possano avere delle conseguenze su noi stessi e sugli altri. Le emozioni hanno comunque un'utilità perchè ci forniscono informazioni, servono da guida, in quanto sono strettamente collegate ai bisogni. Le emozioni ci dicono ciò che per noi ha un valore.

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