Storie di Vita

Scarpette Rosse

tim burton amy adams leibovitz scarpette rosse 02

 

 

Sto nel cerchio

nella città morta

e infilo le scarpette rosse...

Non sono mie.

Sono di mia madre.

Erano di sua madre.

Passate come un bene di famiglia

ma nascoste come lettere vergognose.

La casa e la strada cui appartengono sono nascoste, e tutte le donne

sono a loro volta nascoste...

 

Prendendo spunto dal libro: Donne che corrono con i lupi di Clarissa Pinkola Estès, possiamo trovare la favola "scarpette rosse", nella quale si narra di una bambina orfana che non avendo scarpe, riesce a crearsi con degli stracci un paio di scarpette rosse. Un giorno la bambina passeggiando incontra una vecchia signora dentro a una carrozza dorata, questa le propone di salire in carrozza e andare con lei, dicedole che l'avrebbe trattata come una figlia.

La bambina accetta ma una volta giunti nella sua dimora, la signora getta nel fuoco i suoi vestiti vecchi e le scarpette con l'intenzione di darle nuovi vestiti, ma quei vecchi vestiti e quelle scarpe hanno un significato speciale, pertanto quando la bambina scopre l'accaduto, diventa molto triste.

In un giorno di festa, la signora porta la bambina da un calzolaio e le acquista un bel paio di scarpette rosse, con le quali si reca in chiesa. 

Uscita dalla chiesa, un soldato la vede ed esclama: "che belle scarpette rosse!", a quel punto la bimba lusingata si mette a ballare e balla incessantemente. La signora la insegue e le fa togliere le scarpe riponendole su uno scaffale.

Un giorno in cui la signora è allettata, la bambina riprende le sue scarpette e balla, balla ancora senza riuscire a fermarsi, tanto che quelle maledette scarpe, bramate, diventano la sua prigione. Danza senza riposo, finchè giungendo ad un cimitero incontra un boia e lo prega di toglierle le scarpe, che però erano incollate ai piedi, allora lo implora di tagliarle i piedi e costui così fece.

Da allora la bambina senza i suoi piedi mai più desidererà le scarpette rosse.

 

Questa favola brutale, viene utilizzata per descrivere metaforicamente l'atteggiamento di alcune donne

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Elogio alla tristezza

TRISTEZZA INSIDE OUT

 

 

"Non mi pento dei momenti in cui ho sofferto; porto su di me le cicatrici come se fossero medaglie, so che la libertà ha un prezzo alto quanto quello della schiavitù. L'unica differenza è che si paga con piacere e con un sorriso, anche quando quel sorriso è bagnato dalle lacrime".

 

Paulo Coelho

 

 

Non ci può essere un comportamento intelligente che non consideri anche le emozioni.

Il ragionamento logico da solo non è sufficiente a prendere decisioni per un agire vantaggioso.

Damasio ha studiato coloro che non possono utilizzare le emozioni a seguito di una lesione alle aree corticali prefrontali ventromediane, notando che nel prendere decisioni si basavano solo sul ragionamento costi-benefici, nonostante avessero un'intelligenza nella norma, la decisione che prendevano conduceva ad esiti disfunzionali, in quanto le emozioni hanno un ruolo centrale in questo.

L'emozione guida la decisione anticipando, non necessariamente in modo conscio, gli esiti futuri dell'azione.

Pertanto l'emozione è una componente necessaria alle attività mentali di un agente intelligente.

Tecnicamente non si può essere pieni di gioia per una mattinata luminosa, senza sapere che sia una mattinata luminosa, pertanto le emozioni non sono stati mentali bensì modi di essere presenti agli stati mentali che esperiamo.

Emozione e ragione sono due facce della stessa realtà, considerando la tristezza un'emozione informativa; riporto un esempio di storia di vita:

 

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